Le Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria in breve…

La Congregazione delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria è stata fondata a Frosinone dalla Venerabile Sr. Maria Teresa Spinelli, il 23 settembre 1827.

Teresa Spinelli nacque a Roma il 1° ottobre 1789, in una modesta famiglia di conciatori di pelli. Frequentò la scuola delle Maestre Pie Venerini, ma dovette interrompere gli studi a causa di dissesti finanziari subiti dalla famiglia. A sedici anni venne data in matrimonio a Luigi Ravieli, un giovane violento e dalle spiccate idee rivoluzionarie che, dopo alcuni mesi di matrimonio, abbandonò la moglie incinta e si dileguò nel nulla. Rientrata in famiglia, Teresa a diciassette anni diede alla luce una bambina, Maria Domenica. Per poter mantenere la famiglia, accettò di fare la balia e poi l’istitutrice presso la famiglia dei conti Stampa, a Roma e a Ferentino (FR). Durante gli anni trascorsi presso gli Stampa la Spinelli affinò il proprio spirito religioso sotto la guida di un padre gesuita, anch’egli istitutore in casa Stampa, e si dedicò a molteplici opere di carità.

Tornata a Roma nel 1816, assistette per quattro anni la madre paralizzata e dopo la morte di lei, nel 1820, andò a vivere con il padre a casa del fratello, nei pressi della chiesa (in quel tempo parrocchia) di S. Maria in Monticelli, officiata dai Padri Dottrinari. È qui che Teresa, il 1° novembre 1820, ebbe una visione e si sentì chiamata all’apostolato dell’evangelizzazione, come gli apostoli Pietro e Paolo. I Padri Dottrinari le misero a disposizione alcuni locali della parrocchia, nei quali ella radunava bambine e ragazze povere del quartiere e le istruiva nel catechismo e nei primi rudimenti scolastici. Nel frattempo andava maturando in lei il desiderio di una dedizione totale a Dio. Nel mese di maggio del 1821, mentre pregava e chiedeva a Dio se voleva che tornasse a Ferentino, dove già aveva vissuto e operato in favore dei poveri, sentì una voce che le diceva: “Non a Ferentino, ma a Frosinone ti voglio!”. Recatasi a S. Maria in  Monticelli per parlare di questa rivelazione con il proprio confessore, venne da lui presentata al cav. Antonio Guglielmi, giunto quel giorno da Frosinone per chiedere ai Dottrinari se conoscevano una maestra disposta ad aprire nel capoluogo ciociaro la prima scuola pubblica femminile. Fu chiaro per tutti che quanto accaduto era manifestazione della volontà di Dio.

Teresa Spinelli aprì la prima scuola femminile nel 1821. Si trattava di uno dei primi esempi, in Italia, di scuola pubblica per le fanciulle. Finalmente non solo le ricche potevano ricevere un’istruzione, ma anche le povere. Il suo metodo didattico, particolarmente innovativo, venne ben presto imitato nelle scuole femminili che sorgevano nei paesi vicini.

Data la continua crescita della scuola di Teresa Spinelli, il Comune di Frosinone, al servizio del quale ella lavorava, le donò l’ex-convento degli Agostiniani, soppresso in epoca napoleonica. Qui Teresa diede l’avvio a diverse attività: la scuola, l’educandato, il catechismo per fanciulli e adulti, i corsi di esercizi spirituali. Il 23 settembre 1827, insieme alla prime otto compagne, ricevette dal vescovo l’abito religioso e fondò le Serve di Gesù e Maria che, dal 16 gennaio 1831, con l’aggregazione all’Ordine Agostiniano, si chiamarono Serve di Gesù e Maria Agostiniane e, in seguito, Agostiniane Serve di Gesù e Maria.

Dopo una vita dedicata alla gioventù e spesa per far crescere il regno di Dio, Sr. Teresa termina la sua vita terrena il 22 gennaio 1850, all’età di 60 anni.

L’11 ottobre 2016 Sua Santità Papa Francesco ha approvato il riconoscimento dell’eroicità delle virtù di Sr. Maria Teresa Spinelli, che è stata dichiarata Venerabile.

La Venerabile, nonostante, nel corso della sua vita, fosse venuta a contatto con diverse spiritualità, scelse per il proprio Istituto la spiritualità agostiniana, come quella più vicina al suo modo di vivere la fede. L’“agostinianità” di Sr. M. Teresa Spinelli è particolarmente evidente quando si considera la centralità da lei data alla vita comunitaria e l’importanza dell’umiltà e della carità come virtù privilegiate per seguire Cristo. Virtù che ella per prima ha attuato nella sua vita, come dimostrano le sue lettere al direttore spirituale: “Io sono rimasta in umiltà amorosa, in persuasiva di nulla potere; confidente che se il Signore vorrà da me, debolissima creatura, mi darà la sua santa grazia…. Chi sono io? Voi lo sapete! E il mio Dio lo sa meglio di voi e di me. Oh, che bontà! Oh, che bontà!” (Lett. 20). “Che il mio Dio non ascolti la sua povera serva e schiava che gli domanda l’unica necessaria virtù della S. Umiltà?” (Lett. 20). Sembra di sentire S. Agostino quando scrive nel De Sancta Virginitate : “Avviatevi alle altezze col piede dell’umiltà… Affidate a lui i doni che vi ha elargiti, perché ve li conservi; deponete presso di lui la vostra forza” (52.53) e “La prima preoccupazione della vergine di Dio sia quella di rivestirsi di umiltà” (41.42).

“La vera carità non è ristretta ma diffusiva” (Lett. 118) dice Teresa e Agostino le fa eco: “Estendi la tua carità in tutto il mondo, se vuoi amare Cristo, perché le membra di Cristo sono in tutto il mondo” (Comm. 1Gv. X,8).

“O che purità di amore è in Dio! Tutto intero vuole il mio core, perché Lui intero si dona a me. Ed ecco lo studio che dobbiamo fare di purificare l’anima mia, la mia umanità, in modo che nulla vi resti che non sia puro Iddio” (Lett. 13). Agostino, nelle Confessioni, si rivolge a Dio dicendo: “Angusta è la casa della mia anima perché tu possa entrarvi: allargala dunque; è in rovina: restaurala” (I,5.6)

“Da’ ciò che comandi e comanda ciò che vuoi” (Conf. X, 29.40) chiede a Dio Agostino. “Dite al Padre mio ciò che volete e a me date grazia e forza per eseguire” prega Teresa.

Numerosissime sono le citazioni che potrebbero essere affiancate per dimostrare l’affinità spirituale tra il Vescovo d’Ippona e la Fondatrice di Frosinone. D’altra parte anche il primo titolo di Serve di Gesù e Maria mette in evidenza un altro aspetto della spiritualità agostiniana, quello del servizio alla Chiesa. Agostino chiamava i suoi monaci “servi di Dio” e se stesso “servo dei servi di Dio”, secondo la felice espressione passata in seguito a designare i Sommi Pontefici. Sr. Maria Teresa Spinelli, nel nome dato alla Congregazione ha voluto mettere in evidenza la necessità di essere al servizio “di” Gesù e di Maria, cioè del nostro prossimo, riguardo al quale Gesù ha detto: “Ciò che avrete fatto ad uno dei miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me”, ma soprattutto essere serve “come” Gesù, venuto per servire e non per essere servito, e “come” Maria, che si è definita la “Serva del Signore”.

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Per esprimere visivamente questi concetti, abbiamo “personalizzato” lo stemma agostiniano trasformando la freccia nella croce di Cristo e aggiungendo una M sulla Bibbia, in riferimento a Maria, che meditava la Parola di Dio nel suo cuore. Questo stemma è andato ad aggiungersi a quello coniato nel 1902, quando la Congregazione divenne di Diritto Pontificio.

logo 1902 piccolo

Questo stemma è formato da due ramoscelli, carichi di frutti, che si incrociano, e rappresentano la nostra comunione e il nostro apostolato fruttuoso, e con le punte quasi toccano una corona regale, sotto la quale ci sono una M e una piccola croce, che rappresentano Gesù e Maria. Sotto si trova un cuore ferito e fiammeggiante, con due ali, che rappresenta la spiritualità agostiniana e ricorda che i cuori delle suore devono sempre tendere verso l’alto.

Noi Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria svolgiamo il nostro apostolato in modo particolare in favore della gioventù, attraverso l’insegnamento, il catechismo e la pastorale giovanile. Nelle terre di missione ci dedichiamo anche all’aiuto dei bambini poveri ed abbandonati, alla promozione della donna e all’assistenza sanitaria. Siamo presenti in Italia, Malta, Inghilterra, Stati Uniti, Australia, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, India e Filippine.

 

 

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